Pare che Stefano Cucchi sia morto in ospedale.
Per disidratazione.
In Italia.
Nel 2010.
giovedì 18 marzo 2010
Cantavano di noi
Siamo sempre stati avanti e non lo sapremo mai.
(grazie ancora a ques'uomo qui, che, come ricorderete, è il papà)
martedì 16 marzo 2010
venerdì 12 marzo 2010
C'è un tempo perfetto per fare silenzio
A volte capita anche a noi di rimanere senza parole.
Sarà che ne conosciamo un sacco, che ne usiamo a bizzeffe, che stiamo sempre attenti a dove metterle.
E’ che ci piacciono proprio le parole, ci piace quello che ci sta dietro e il vestito che si mettono.
A volte, le pronunciamo per vederle sfilare tra un articolo e una preposizione, ne soffiamo anche dieci di fila per lanciare l’ultima in alto e andarcela a riprendere con un avverbio.
Ci crediamo proprio alle parole, a tutte, nessuna esclusa.
Siamo fatti così, non ne butteremmo mai una lì per caso, ci sembrerebbe un tradimento, un abbandono ingiusto.
Tendiamo a proteggerle: spieghiamo a chi ne ha meno dimestichezza che lì c’è un accento e là un apostrofo, perché ci si mette un cappello per distinguersi, o ci si mischia per spiegarsi meglio.
E chiediamo, quando si può, a chi ne conosce di più e meglio. Perché alla fine lo sappiamo di essere goffi e lontanissimi dalle pagine dei sussidiari blu.
Siamo fatti così: ci piacciono proprio le parole.
Sarà per quello che a volte se ne vanno, tutte insieme, si rintanano e non c’è modo di farle uscire.
Proprio non c’è modo.
E allora ci piacerebbe saperne di musica, o imparare a menare le mani.
Sarà che ne conosciamo un sacco, che ne usiamo a bizzeffe, che stiamo sempre attenti a dove metterle.
E’ che ci piacciono proprio le parole, ci piace quello che ci sta dietro e il vestito che si mettono.
A volte, le pronunciamo per vederle sfilare tra un articolo e una preposizione, ne soffiamo anche dieci di fila per lanciare l’ultima in alto e andarcela a riprendere con un avverbio.
Ci crediamo proprio alle parole, a tutte, nessuna esclusa.
Siamo fatti così, non ne butteremmo mai una lì per caso, ci sembrerebbe un tradimento, un abbandono ingiusto.
Tendiamo a proteggerle: spieghiamo a chi ne ha meno dimestichezza che lì c’è un accento e là un apostrofo, perché ci si mette un cappello per distinguersi, o ci si mischia per spiegarsi meglio.
E chiediamo, quando si può, a chi ne conosce di più e meglio. Perché alla fine lo sappiamo di essere goffi e lontanissimi dalle pagine dei sussidiari blu.
Siamo fatti così: ci piacciono proprio le parole.
Sarà per quello che a volte se ne vanno, tutte insieme, si rintanano e non c’è modo di farle uscire.
Proprio non c’è modo.
E allora ci piacerebbe saperne di musica, o imparare a menare le mani.
mercoledì 10 marzo 2010
sabato 6 marzo 2010
Mezzi e misure
Io avrei detto: ho sbagliato, ma le conseguenze del mio errore sono talmente grandi che possono nuocere anche ai miei nemici. Avrei detto: mi vergogno della mia inefficienza, della mia ignoranza, della mia inettitudine. Mi sarei messo a disposizione, in silenzio.
Avrei fatto così, perché, secondo me, così si fa.
Questi hanno fatto un decreto.
Avrei fatto così, perché, secondo me, così si fa.
Questi hanno fatto un decreto.
mercoledì 3 marzo 2010
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