domenica 13 dicembre 2009

Più lontano dell'estero


Caro papà,
il fatto è che voi non lo sapete.
Mentre state lì a spendere parole sui massimi sistemi e i contorni delle geografie, io qui parlo con quelli della mia età.
Quelli della mia età sono dei bravi professionisti, delle persone perbene, che si adoperano per i diritti civili e le rivoluzioni.
Quelli della mia età hanno fatto le okkupazioni (con la k, che si doveva capire da lì, mi dirai) e pagano per una cavolo verza, quanto voi pagavate per tre cene alla nostra età.
Quelli della mia età sono iscritti al GAS, sono equi, solidali ed ecologici.
Ma poi -lo sai?- non prendono ferie, “perché il capo le prende in quei giorni lì e allora anch’io, perché poi mi rinnova per due mesi.”
Hanno contratti a progetto, borse di studio, foglietti scritti a mano.
Hanno studiato tanto e sono preparati, ma si cagano sotto.
Hanno proprio paura.
Fanno le rivoluzioni coi cavoli questi, zitti zitti, ché il massimo è un po’ d’aria.
Io glielo provo a dire papà, che c’hanno il diritto alle ferie e al riconoscimento della loro professionalità e che sono quelli nuovi e che il mondo lo devono prendere in mano loro e che al capo devono dire “Sai, io me ne vado quei giorni lì, proprio quelli.”.
Loro mi guardano e mi fanno sentire fuori luogo quasi quanto te.
Non si può fare, mi dicono.
Ci dobbiamo ingozzare di cavolo verza.
E così sia.

domenica 6 dicembre 2009

No B day (che già il titolo)

Se devo dire la verità, non mi piace.
"Lo slogan è fascista di natura" come canta qualcuno.
E, lo sapete, propendo per il sintomo e non la causa.
Poi ci vorrebbe di essere un giornalista e saperlo argomentare.
Ci vorrebbe il mestiere.
Io c'ho solo che non è colpa di qualcuno, ché sarebbe più semplice, ma semplice non è.
Io c'ho che c'è da rimboccarsi le maniche fino a farle sanguinare e che nessuno ne ha voglia e che ognuno ha un culo assiso da qualche parte e lì lo tiene.
Se davvero il problema fosse Berlusconi - una roba tipo le zanzare- poi potremmo dormire senza incubi.
Ma magari il problema siamo anche noi, che non siamo neanche giornalisti.

sabato 5 dicembre 2009

Punti di vista (ovvero: ma andatevene voi, che magari si sta più larghi)

CARO PAPA',
puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose.
Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano.
Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.

Questo è un Paese in cui, se ti va bene, FINIRAI guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai.

Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all'infinito, annoiandoti e deprimendomi.

Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu prenda la strada dell'estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese. E tu cercherai di venirci a patti.
Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. AvreSTE voluto che fosse diverso e AVETE fallito.

Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze.

Preparati comunque a soffrire.

Con affetto,
TUA FIGLIA

n.d.a.: Con qualche taglio (per sintesi e non per senso)la lettera di Celli. In maiuscolo le parole cambiate.

venerdì 4 dicembre 2009

Perfetto!

Data l'ammissione, che Fini vada a sintetizzare lo spessore morale del Signor Feltri in qualche classe delle elementari.

martedì 1 dicembre 2009

Peso internazionale

Manca qualcuno?

Giorno otto

Il personale del Beaubourg è in sciopero. Questioni di gratuità della cultura e diritti dei lavoratori.
Si ringraziano i visitatori per la pazienza e si persiste.

Definitiva



Se non sai cosa cerchi, non lo trovi neanche a Parigi.


mercoledì 25 novembre 2009

Fate voi

Io me ne vado.

venerdì 20 novembre 2009

Metodo Montessori

Non il bastone, la carota!

martedì 17 novembre 2009

Parole chiave e tempo per riflettere

Le cose stanno così: dai dati di Google Analiytics risulta che un po’ di gente acceda a Ciuzpah perché cerca con Google "estremi per una denuncia".
Il motore di ricerca infatti, se si digita questa frase, mette come secondo risultato il presente blog.
Lo fa per via di un vecchio post, che ovviamente non linkerò.
La cosa mi aveva piuttosto agitata: "Ma perché, tra tutti, proprio quello? Ma lo leggono? E se ora mi denunciano davvero?".
Con il ripetersi del fenomeno, le domande sono diventate meno egocentriche: "Ma quanta gente vuole denunciare altra gente? Ma perché si informano tramite Google? Questa voglia di denuncia è equamente distribuita su tutto il territorio? C’è un orario in cui il bisogno di denunciare diventa più impellente?".
Sto raccogliendo i dati, così, durante la permanenza in carcere, avrò tutto il tempo per rifletterci.

sabato 14 novembre 2009

Ma come fanno i Camilleri?

Sto anche leggendo.
L’unico degno di nota è "La rizzagliata", l’ultimo di Camilleri, non il mio libro preferito di Camilleri, ma decisamente degno di nota.
E’ un romanzo che nasce da un fatto di cronaca e poi ci mette tutta una storia (la nostra ignobile storia) intorno.
Lo spiega alla fine l’autore, quando, come sempre, scrive che si è inventato tutto.
E dice che non si è inventato solo i nomi, ma anche come funzionano una serie di apparati, ché lui non lo sa, che se l’è immaginato.
Se l’è immaginato e tu ci stai seduta in mezzo a quelle riunioni di redazione. Se l’è immaginato e tu li vedi uscire tutti quei consiglieri d’amministrazione.
Se l’è immaginato e senti il trillo del telefono e vedi il pacchetto e esci disgustata dall’ultima cena.
Fanno così gli scrittori veri: se lo immaginano e poi ti ci trascinano dentro.
Ci vuole talento, mestiere e abilità.
Io, per ora, c'ho: ammirazione e invidia.

p.s.: "La rizzagliata" è stato pubblicato in Spagna nel 2008. Ora è arrivato anche da in Italia.

Insperati progressi

L'onesto Senatore al Colonnello che gli espone le avvenieristiche torture a cui è stato sottoposto:
"Ma queste sono solo voci e congetture!"
Il Colonnello: "Sono partito da degl'incubi. "Voci e congetture" sono un enorme passo avanti."

"The Manchurian Candidate"
regia di Jonathan Demme
Usa 2004

p.s.: sì lo so, un altro film con Denzel Washington, allora?

giovedì 12 novembre 2009

Per capissi

"Ora parlerò lentamente, così anche quelli con due lauree riusciranno a capirmi."



Doug Carlin (Denzel Whashington)
"Déjà vu"
reigia di Tony Scott
Usa 2006

Alla radio

Matteo Renzi dice:
a Firenze i permessi per l'occupazione di suolo pubblico chiesti dai locali del centro storico saranno concessi previo:
1) Ovviamente, pagamento.
2) Arredi che rispettino il contesto urbano.
3) Bagni con libero e universale accesso, dotati, ognuno, di fasciatoio.
4) Connessione internet gratuita per gli avventori.
Ci sono due mesi di tempo per presentare i progetti, che un'apposita commissione vaglierà.
Ad Aprile 2010 tutti i locali fiorentini dovranno essersi adeguati.
Lo dice su Radiodue, intorno alle 19 e 12 minuti.

giovedì 5 novembre 2009

Non lo fate!

Crea dipendenza, modifica i ritmi sonno veglia e produce, in chi ne fa uso, un profondo stato di alterazione della coscienza.
Google Analytics dico.

martedì 3 novembre 2009

Metronomo

"E se t'avanza 'o tiempo, che fai?
T'o magni 'o tiempo?
E se ti manca, che fai?
L' ellemisini?
E allora nun' è meglio se lo pierdi 'o tiempo?"
Eduardo De Filippo


A tempo
che non lo sai se ricomincia, il tempo.
A tempo
che quando scade non suona il telefono.
A tempo
che è denaro e che magari serve.
A tempo
che non prevede contrattazione, ma disposizione.
A tempo che è un’agonia,
A tempo che non esisti.
A tempo che servi e poi, per mesi, non servi più.
A tempo che si restringono gli orizzonti e si estinguono le aspirazioni.
A tempo a 52 anni con due figlie e il mutuo.
A tempo in grandi aziende: pulite, colorate e tappezzate di certificati di qualità.
A tempo anche 390 su 400.
A tempo perché “ricordati che devi morire.”
A tempo con le ali rattrappite.
A tempo che devi solo ringraziare.
A tempo che non c’è memoria e non c’è futuro.
A tempo che "cenere eri e cenere ritornerai",
senza preavviso.
A tempo senza indignazione, né rabbia.
A tempo.
Appesi
Al tempo.

L'altra soluzione

In alternativa in ogni aula potrebbe esserci una parete deputata a tutti gli Idoli delle religioni vigenti.
Con uno spazio vuoto.
Per gli agnostici.

lunedì 2 novembre 2009

Buone maniere e sfrenato capitalismo

Sul presente blog è stato istallato Google Analytics.
Pare che sia buona creanza farlo sapere.
Google Analytics è un sistema di analisi di dati che permette di monitorare fino a 5 milioni di visite, obbiettivo dal quale Ciuzpah attualmente si trova un filino distante.
E’ roba vecchia per chi si intende di web, ma da queste parti si stanno passando serate a filtrare e rifiltrare numeri, città e tempi.
Perché, oltre a scoprire un sacco di cose su voi sette lettori, Google Analytics permetterà a Ciuzpah di diventare una straordinaria fonte di reddito.
Basta ottimizzare una serie di “canalizzazioni”, sovrapporle alle “conversioni”, capire cosa diavolo sia una “frequenza di rimbalzo” e siamo a cavallo.

domenica 1 novembre 2009

giovedì 29 ottobre 2009

Oppure

In altre, meno sintetiche, e parallele parole.

Ci sono cose in un silenzio...

Quello che non si dirà in questi giorni è che ci sono uomini che amano il corpo di altri uomini.
Non si dirà che ci sono persone che nascono appartenendo ad un sesso che non gli appartiene e che si attrezzano per cambiare.
Non si dirà che è normale, amare e cambiare.
Rimarremo ricattabili e infelici.
Peccato.

venerdì 23 ottobre 2009

Giornata storica


(Da?)Oggi riesco a vedere ed entrare nel blog anche dal mio assurdo posto di lavoro.
L'euforia della scoperta è stata smorzata solo dalla pessima grafica che si vede su Windows.
Questo blog non è come lo vedete.
Compratevi un Mac.

mercoledì 21 ottobre 2009

Percentuali

Voto in un sondaggio online.
Esprimo il mio parere e vado a vedere i risultati.
Il mio punto di vista ha il 100 per cento dei consensi.
Il 100 per cento.
Mi pervade l’inebriante sensazione di essere dalla parte della ragione in modo assoluto. Il mondo è finalmente un posto che mi somiglia, di più: mi calza a pennello.
Ho ragione io, al 100 per cento.
E mentre lo stordimento di questa nuova responsabilità (il consenso assoluto è una responsabilità schiacciante anche per pochi secondi) mi rimbalza in testa, capisco che sono la prima ad aver votato (casualità altrettanto bizzarra).
Ho ragione perché mi sto dando ragione.
E mentre le metafore cominciano a sprecarsi, le cose tornano al loro posto.
Il mio punto di vista si assesta sul 3 per cento, la terra gira intorno al sole e l’acqua bagna.

martedì 29 settembre 2009

Con tutto il rispetto

Ora, con tutta l’infinita stima che ognuno di noi nutre per le signore ultra settantenni che se ne vanno in giro per le strade della propria città; oggi, guardando il tg5, non ho potuto fare a meno di chiedermi: ma a che titolo il giornalista chiede pareri nel merito del procedimento penale a carico del Signor Alberto Stasi a delle signore ultra settantenni che se ne vanno in giro per la propria città?
E se mai quel giornalista ritenesse l’opinione delle suddette signore autorevole su un qualsiasi procedimento penale a carico di chicchessia, con che criterio il direttore di un telegiornale manda in onda un servizio del genere?
No, perché potremmo anche chiedere pareri sull'evoluzione della fisica quantistica all'uscita degli asili.
Con conseguenze meno dannose.

sabato 26 settembre 2009

Quello che credevo

Ieri ho ascoltato Saviano a "L'era glaciale" dall'inizio alla fine.
L'inizio era tardi, la fine tardissimo.
Credevo che oggi quello che ho sentito sarebbe stato sulle prime pagine di tutti i giornali.
Non c'era.
Repubblica gli ha dedicato un trafiletto a fianco dell'ennesimo articolone su Anno Zero.
Un pezzettino a pagina undici che s'intitola: "Saviano: Il premier e le escort vicenda dolorosa." e solo nell'occhiello : "le mani della camarra su expo e Abruzzo."
Sarà stato il sonno e l'ora tarda.
Sono sicura che domani rimediano.

domenica 20 settembre 2009

Fare il giro largo

E’ che non ci passo neanche da qui.
Se lo faccio capita raramente e con un certo pudore.
Non mi piace la deriva intimista e mesta che ha preso questo blog, e l’esistenza mia, ma faccio un sacco di fatica a dire.
Perché ci vorrebbe ironia e qui, si son finite le scorte.
Gli altri scrivono è vero, ma d’altro.
Perché scrivere di quello che succede ora e qui, accanto a noi, proprio in mezzo alle scapole; non si può: non ne abbiamo gli strumenti.
Però, volevo almeno annotare che qualcuno (sempre un po’ dopo, sempre un po’ meglio, sempre con qualche titolo in più) dice qualcosa che dicevo anch’io (così, per pura vanità condivisa) e che qualcun altro, in un privato e banale inferno, l’ironia la mantiene.
Ho una sconfinata stima per quelli che ce la fanno, proprio qui, proprio ora.
Io muoio (neanche “di tanto in tanto”), a testa china, come i girasoli.

lunedì 14 settembre 2009

Impressioni di settembre

L'avete notato?
C'è questo gran silenzio intorno.

mercoledì 8 luglio 2009

Mi è piaciuto un tempo

E quando è in forma, mi piace ancora il buon vecchio Facci.

Beato lui

Gipi

domenica 14 giugno 2009

"L’uomo che aveva picchiato la testa"

Paolo Virzì deve volergli un gran bene a Bobo Rondelli.
Credo sia anche per questo che ha girato il documentario “L’uomo che aveva picchiato la testa”, uscito con “Il Tirreno” qualche tempo fa.
Una bella fotografia di Bobo e di Livorno, senza retorica, né folklore.
E io che a Bobo Rondelli gli voglio davvero un gran bene, ci ho ritrovato tutto quello che è; e mi sono ri-imbambolata a sentirlo leggere “Compagni di sangue” e ri-innamorata a sentirlo cantare e ri-incazzata a vederlo mentre si lagna.
Bobo è così e anche Livorno, dice il documentario.
Ma dice anche che chiunque altro avesse picchiato la testa, ne avrebbe ottenuto solo una fastidiosa emicrania.

Da vicino

A pagina tredici di “A colloquio” mi sono ricordata di Andrea.
Ero ancora molto giovane a pagina tredici.
Lontana da pagina trentasei e dalla storia della Signora A. che vive nella sua casa orizzontale e lontanissima da pagina centosessantanove, quando sarei scoppiata in singhiozzi per (o forse insieme) al Giovane Signor B..
“A Colloquio” è un libro di Massimo Cirri, perché Massimo Cirri è anche uno psicologo e ha pensato di raccogliere qualche chiacchierata tra lui e i cittadini che frequentano il centro di salute mentale nel quale lavora.
A pagina tredici Cirri cita “Da vicino nessuno è normale” che è una bella manifestazione teatrale, che si fa d’estate, a Milano, dentro il Paolo Pini, che l’ex Ospedale Psichiatrico.
Quattro secoli fa ci ho lavorato e ci conosciuto Marisa e Roberto che mi aspettavano tutte le sere perché gli comprassi Il Mottarello e poi ci ho conosciuto Andrea.
Andrea una notte decise che voleva parlare con me.
Non la saprei raccontare quella conversazione, perché un conto è sentirle delle cose e un altro è raccontarle.
Il Signor Cirri è molto bravo invece. E’ onesto, laico e trasuda pietas.
Sa che ci si ride, sa che ci si piange e che, alla fine, il perché non è poi così importante.
Scrive: “Con desiderio di condivisione. Per l’idea che una linea ininterrotta unisca me, il più banale dei normali, con l’altro, il più estremo dei folli. E l’altro sono sempre io.”
Quattro secoli fa, Andrea prima di andarsene mi ha chiesto: “Ma tu ci sei mai stata su un tavolo d’acciaio con le ali divaricate?”
Non gli ho mai risposto.

mercoledì 10 giugno 2009

Tzé, un mese

E' passato un mese, dicono, ed è vero.
E' passato un mese di sopravvivenza e chilometri.
Un pezzo in Puglia con il sole, il mare, la sabbia fine, il silenzio.
I Pugliesi stanno molto in silenzio e se si parlano lo fanno dalle automobili.
Sarà che hanno strade che noi ce le sognamo: lisce e pettinate tra ulivi secolari.
E casse di pesce e cozze, che si comprano ancora al porto e costano, come da noi, due panini.
E' passato un mese di di pessime dichiarazioni: "L'Italia non è un paese multietnico."; "Milano sembra l'Africa.", "Roma sembra l'Africa."; "Vicarello sembra l'Africa.".
E nessuno dall' Africa che si sia offeso.
E' passato un mese nel quale qualcuno si è seriamente convinto che dieci domande su un fatto piuttosto marginale, fossero la dichiarazione dei redditti di Al Capone.
E' passato un mese che è passato anche da Roma, in mezzo ad un matrimonio, dal quale si è usciti con la rinvigorita certezza che le scarpe con il tacco non sono roba da signorine.
E' passato un mese con dentro le elezioni europee, in cui quelli che hanno vinto, hanno perso e quelli che hanno perso, hanno vinto. Ma non si può dire nemmeno quello, ché è diventato un luogo comune.
Un mese come un altro insomma, non fosse per Marta e Cecilia.

Sì, ma di lavoro?

Da qualche parte

"... vedere, udire e imparare e capire, e scrivere quando si sa qualcosa; e non prima; e, porco cane, non troppo dopo."

Hemingway

sabato 9 maggio 2009

Bastava chiedere

La spiega Luca la sottile strategia del PD.

venerdì 8 maggio 2009

Attualità

A me sfugge completamente la sottile strategia del PD.
Se Fini potesse telefonarmi per chiarire almeno alcuni punti, gliene sarei grata.

Domande

Perché quelli che guidano i Suv frenano prima dei dissuasori di velocità?

Non vedo l'ora

Un giorno questo periodo sarà non più di trenta pagine di un capitolo della mia avvincente autobiografia.

giovedì 30 aprile 2009

Parola d'ordine: "Camera cinque."

Un fine settimana intero a rispondere così.

“Due caffè, per favore.”
“Un euro e ottanta.”
“Camera cinque.”

“Si possono avere due lettini?”
“Camera cinque?”
“Sì.”
“Sono questi.”

“Due focacce e due coche.”
“Camera cinque.”

Il secondo giorno ti sei abituata e ti pare un concetto estendibile alla vita tutta.

“Tre delusioni, un mal di denti, la fila al supermercato.”
“Camere cinque.”

“La frustrazione, il tradimento, i dolori mestruali.”
“Camera cinque.”

“La sveglia che suona, i giorni di pioggia.”
“Camera cinque.”

Potrebbe essere un'idea: magari te ne vai prima e non fai in tempo a pagare il conto.

martedì 28 aprile 2009

Piombino (non l'avrei mai detto)


Oltre le imponenti ciminiere, Piombino è una città davvero graziosa.
Con il mare tutt’intorno e le isole ad un palmo di naso.
La morfologia è spietata, come la fisiognomica.

Estremi per una denuncia

Vedendo Brunetta dalla Bignardi, ho finito un pensiero rimasto in sospeso.
Il pensiero cominciava da Mara Carfagna.
Mara Carfagna è una persona che a me pare non stare bene. Il suo disagio mi mette addosso una certa inquietudine e mi dispiace anche per lei.
Brunetta mi ha dato la stessa impressione, mi pareva che il suo livore nascesse da questioni personali, intime. Le cose che dice, come le dice, sembrano più frutto di una guerra aperta che di un sereno e ragionato punto di vista.
E il fatto è che mi pare un atteggiamento piuttosto diffuso.
E’ più facile incontrare qualcuno che alzi la voce, o che si trinceri dietro rigidi silenzi, piuttosto che qualcuno che abbia voglia di confrontarsi.
Confrontarsi prevede un sacco di fatica e comincia dal sé.
Mi sembra che si stiano scegliendo le scorciatoie: le risposte, piuttosto che le domande, gli slogan, piuttosto che i pensieri.
Dev’essere anche per questo che abbiamo il governo che abbiamo (propendo per il sintomo, non per la causa).
Voi cosa preferireste: che vi dicessero che avete un problema o che potreste diventare Ministro?

giovedì 23 aprile 2009

Un giorno

Un giorno questo blog tornerà ad essere sagace e lucido e brado.
Avrà un aspetto decente - anche per gli windows user - (mio dio! su windows è veramente inguardabile!).
Smetteremo di faticare per sopravvivere e saremo "la maglia rotte nella rete":
"la sete sarà lieve, meno acre la ruggine..."
Un giorno.

Montale, eh
(con un "mi" omesso)

Quando ti viene bene

A volte capita che l'idea sia limpida, il concetto chiaro, la forma felice.
Come credo sia successo qui.
E' una donna del nord, ma esistono difetti peggiori.

"Mai più senza"

lunedì 20 aprile 2009

Momento Lapalisse

Ci sono momenti in cui è evidente come dall'esistenza non si possa uscirne vivi.

mercoledì 15 aprile 2009

Ogni scarrafone

Oggi il Presidente di un' importante azienda, per spiegare ai propri dipendenti i suoi sentimenti in relazione alla realtà con cui si confronta la società che dirige, ha detto:
"Il tiro al Piccione, per il Piccione, non è il massimo dello sport."
Tutti noi volatili in platea ci siamo fatti una bella risata e a me è venuto in mente un'esilarente versione ornitologica de "Le iene".

sabato 4 aprile 2009

martedì 31 marzo 2009

Salviamoli!














Questo è un appello per salvare otto minori che si trovano tra i ghiacci dell'Artide canadese.
Il reato è documentato durante il sabato pomeriggio di Rai tre.
La Bbc, con la complicità di qualche avventuroso geologo, e la connivenza di circa sedici genitori, ha prelevato otto innocenti per portali nel ghiacciaio più remoto dell'Artide a misurarne la compattezza.
I ragazzi dormono in tende di fortuna e durante il giorno sono costretti a costruire igloo tagliando, con rudimentali seghe, lastroni di ghiaccio che trascinano e incastrano a fatica, il tutto alla confortante temperatura di -40°.
A volte qualcuno di loro s'innervosisce un po' e questo è motivo di dibattito nel gruppo dei sopravvissuti.
Chi si comporta meglio è costretto a sorvolare le coste censendo balene, gli altri partecipano ad angoscianti operazioni di soccorso a favore di sprovveduti, quanto improbabili, turisti di ghiacciai.
Massimo svago: un concerto gutturale di eschimesi sotto il pericolante igloo.
Facciamo qualcosa per loro. Facciamolo adesso.
Potrebbe non essere troppo tardi.

p.s.: nel cercare sul web ulteriori informazioni, ho scoperto che ce ne sono altri otto nella giungla.

venerdì 27 marzo 2009

Concetti nuovi

Non sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Amen.

mercoledì 25 marzo 2009

Scusi, Lei...

Lei se lo ricorda il futuro?
Quell’idea a cui c’eravamo abituati?
Si ricorda tutti quei libri che abbiamo letto, le idee che ci scambiavamo, le presunzioni?
Si ricorda da dove venivate e dove avete detto che stavamo andando?
Si ricorda che c’avete creduto in noi, prima di guardarci, come fate adesso, con quella specie di compassione lontana, che serve a difendervi dalla realtà di una promessa non mantenuta?

Dalla finestra

"Rosseggia l'orizzonte,
come affocato, a mare:
nero di pece, a monte:
stracci di nubi chiare [...]"
Pascoli, eh.

lunedì 23 marzo 2009

Gran Torino


"Avete notato come, a volte, capiti d'incontrare qualcuno che non è il caso di fare incazzare?"
C'è chi sa scrivere battute così e poi farci un film intorno.

"Segretario, glielo dico veramente con grande semplicità"

In mezzo a quelli del Pd c'era una normale.
E sembrava contagiosa.
L'ha linkata "anche lo Gnogno", io faccio riferimento al mio Gnogno preferito.

Oggetto: Non per insistere

Egr. Dott.
Sua Grandissima Eccellenza
e p.c.
Quasi Tutti gli Altri


"Rimango ancora un altro autunno al massimo.
Che cosa mi costa aspettare che spiova?
C’è sempre di peggio dietro l’angolo:
La Guardia Giurata, il Secondo Pilota,
Il Ladro di Ortiche, il Vice Questore.
Pagami.
Ci vuol poco a scordarsi da dove eri partito
e per cosa ti eri tappato il naso.
Ora,
Pagami.
Non ha senso più chiamarti Padrone,
se son qui
è soltanto perché non ho forze per andare altrove.
Pagami. […]"

Ballata del lavoro interinale

sabato 21 marzo 2009

Potere alla fantasia

Le cose stanno così: il presente blog è stato linkato e la sua unica redattrice si trova ancora in stato di shock.
Se non lo fosse stata, avrebbe scritto cose sagaci sulle nuove inclinazioni epidemiologiche del Papa; poi avrebbe reso il colore del maglione che sfoggiava Matteo Renzi ad "Anno zero", una metafora sul nuovo che avanza e alla fine avrebbe annotato, in un breve post, come Obama non ne stia sbagliando una.
Ecco, avrebbe scritto di questo e di qualcos'altro.
Facciamo finta che l'abbia fatto e ricominciamo da lì.

lunedì 9 marzo 2009

Quello che gli uomini dicono

La seguente conversazione è avvenuta così come la si legge.
Colleghi, maschi in pausa pranzo:

A. : "Nooo, davvero piove anche questo fine settimana?! C'ho la moglie metereopatica."

B.: "La mia è stronza."

C. : "La mia si fa i cazzi suoi."

Bo(h)


Bologna dicevamo, e poi ci andavamo a vivere.
Succedeva così, qualche tempo fa, a noi ragazzi di provincia.
Bologna era un sacco di cose, era mappe sgualcite e orari di lezione, automobili affollate, portici e centri sociali. Era via del pratello e piazza maggiore per nottate intere. Era cornetti caldi, Orson Welles al cinema e Beckett in teatro.
Bologna era, più di tutto, un alibi.
Un passepartout sociale, che permetteva di passare, quasi indenni, dai feroci anni della giovinezza.
"Che fai?"
"Vivo a Bologna."
E fine, nessun'altra domanda, come se la dichiarazione del domicilio fosse di per sé una dichiarazione d'intenti.
Ora è successo che a Bologna ci sia tornata e credo mi abbiano fatto uno scherzo.
E' una città vuota, la cui naturale eleganza si è fatta austerità. Poco cinema e poco teatro, nessun centro sociale.
A Bologna non si beve più. Non si può più bere per strada dalle dieci di sera e gli oste che conoscevo ti porgono il vino imbarazzati dicendo: "Se ti fermano, non te l'ho venduto io." Ci sono pochi ragazzi in via del pratello, ma quelli che ci sono nascondo bottiglie di pessima vodka. In piazza maggiore non c'è più nessuno.
Nell'osteria dove ho cenato e dalla quale non mi fanno uscire con il mio bicchiere di vino, parlo con due ragazzi, vengono dalla provincia e vivono lì: "Scusate, ma perché?"

mercoledì 4 marzo 2009

Comunque

"Discanto" in macchina, a tutto volume, è ancora imbattibile.

Un giorno dopo l'altro

Baricco, che continua ad aver ragione, alla fine del suo pezzo scrive :
"Quando cerchiamo di abbozzare idee formate, schizzare modelli alternativi, immaginare soluzioni inedite, stiamo facendo un gesto lungo, sporto nel futuro: stiamo cercando di arrivare puntuali a un appuntamento che avremo tra anni: non domani (...)"
E improvvisamente ho capito perché, qua intorno, è tutto un prolificare di pance feconde, passeggini e biberon.
Deve esistere un istinto per cui senza Ieri, con un Oggi aleatorio e un Domani inesistente, si passi direttamente a Domani L'Altro.

martedì 24 febbraio 2009

Una questione privata

Sul teatro, la cultura e quelle baggianate lì. Qualcuno doveva pur dirlo. Speravo non fosse Baricco.


"Il punto è: solo col candore e l'ottimismo degli anni Sessanta si poteva davvero credere che la politica, l'intelligenza e il sapere della politica, potessero decretare cos'era da salvare e cosa no. Se uno pensa alla filiera di intelligenze e saperi che porta dal ministro competente giù fino al singolo direttore artistico, passando per i vari assessori, siamo proprio sicuri di avere davanti agli occhi una rete di impressionante lucidità intellettuale, capace di capire, meglio di altri, lo spirito del tempo e le dinamiche dell'intelligenza collettiva? Con tutto il rispetto, la risposta è no. Potrebbero fare di meglio i privati, il mercato? Probabilmente no, ma sono convinto che non avrebbero neanche potuto fare di peggio."


sabato 21 febbraio 2009

Cronache marziane

In molti oggi manifestano a difesa di una sacrosanta libertà.
Saranno assenti giustificate circa 1500 persone impegnate ad auto alimentarsi forzatamente.
Tutti gli altri si ritroveranno nella notte a rastrellare qualche campo nomade.

mercoledì 18 febbraio 2009

Qualcuno glielo dica

E io ogni volta mi chiedo - davvero, me lo chiedo - ma questi lo sanno che tra le loro fila (trattasi di sineddoche) c'è la Binetti?

Lo sa anche il computer

Volevo visitare il sito del PD, probabilmente mossa dalla cinica curiosità che fa rallentare alla presenza di incidenti stradali.
Insomma, digito l'indirizzo web e il mac fa comparire una finestra di messaggio che dice circa:
"Errore sconosciuto, il browser non sa come comportarsi, uscire?".
Giuro.
Ho ingranato la prima e proseguito oltre, per rispetto.

martedì 17 febbraio 2009

Breve riassunto

Dunque,
Soru ha perso in Sardegna,
il Pd ha perso parecchio in Sardegna,
Veltroni si è dimesso,
Mills è stato riconosciuto colpevole dal Tribunale di Milano,
la Corte Costituzionale sta vagliando, con calma, la legittimità del "Lodo Alfano",
la cronaca di violenze sessuali è una rubrica fissa dei quotidiani,
le reazioni alle violenze sono un fatto privato e razzista,
Fini dichiara che "E' inammissibile farsi giustizia da soli.",
"divampano" le polemiche su Sanremo,
c'è La Crisi Economica
e piove.

giovedì 12 febbraio 2009

mercoledì 11 febbraio 2009

Sto digerendo







venerdì 6 febbraio 2009

Mettiamoci d'accordo

Pensavo che dovremmo concordare una linea comune.
Se mai qualcuno, un giorno, dovesse chiederci dove fossimo mentre succedeva quello che sta succedendo (non linkerò niente, ma penso, per esempio, alle leggi che si stanno varando, alle violenze che si consumano, alle bestialità che si dicono), se qualcuno dovesse chiedercene conto, appunto, noi diciamo che eravamo malati?

venerdì 30 gennaio 2009

Oggetto: Rendiamoci conto.



Egr
. Dott.
Sua Grandissima Eccellenza


La presente per chiarire che no, Lei non mi sta facendo nessun favore. Il fatto che io presti servizio nella società della quale Lei gestisce il personale, non è, e non deve essere, in nessun modo una concessione.
Per questo lavoro abbiamo - io e Lei - sottoscritto regolare contratto, che disciplina i relativi diritti e doveri.
I favori non prevedono contratti.
La invito quindi caldamente ad evitare di pensare e dire sciocchezze del genere.
Attendo fiduciosa quanto pattuito per la chiusura della precedente prestazione e resto in attesa delle Sue scuse.

Saluti
Ciuzpah

giovedì 29 gennaio 2009

Intuizioni materne

E' stato durante la terza notte insonne consecutiva che F. ha capito.
Improvvisamente, le è diventato completamente chiaro che l'espressione "Accidenti a te!" significasse in origine: "Ti auguro di dormire le notti che ti restano, vicino ad un bambino che stia mettendo i denti."

mercoledì 28 gennaio 2009

Non vi fosse arrivata voce

Il presente blog informa che c'è la Crisi Economica.

martedì 27 gennaio 2009

Umanamente due

Vede?
Poi in mezzo al rumore, capitano anche cose scritte così.

lunedì 26 gennaio 2009

Umanamente

Caro papà di E.,
grazie per la Sua educata ostinazione.
Mi dispiace molto per tutto il rumore che deve sopportare.
Le auguro il silenzio.
Lo auguro a tutti noi.

Quattro matrimoni e un funerale

Qui si parlerà di un lutto, di belle scoperte e di giovani amici.
Se ne parlerà atteggiandosi ad esperti musicali, senza averne alcun titolo.
Il lutto fa così: fa che da anni - per anni - nel tortuoso cammino dell'esistenza, mi hanno accompagnata le parole e i suoni di un certo Fossati Ivano.
La mia adolescenza è stata un doppio album dal vivo: la fine del mio primo amore s'intitolava "Amore degli occhi", le mie inclinazioni "E di nuovo cambio casa", il mio manifesto "Discanto".
Negli anni spietati della prima giovinezza venne a prendermi per i capelli il testo di "Contemporaneo". Ho visto cappelli per comandare, ragazze ancheggiare, folate di vento e ombre d'altalene.
Cinque anni fa esce "L'arcangelo" che "può capitare", anche se "Cara democrazia" no, non può capitare.
La prendo a ridere - faccio così quando il dolore è intenso - e aspetto.
Poi esce "Musica moderna" e non ci posso credere che l'abbia scritto lui: ci sono arrangiamenti di plastica, parole come altre e una abissale distanza dalla realtà.
Il lutto inizia e finisce qui, con l'amaro in bocca, come succede sempre.
Poi questo natale ha portato al parecchio giovane amico con cui vivo un lettore mp3 che è stato riempito di canzoni, che lui cantava mozze nei viaggi in macchina che ci capita di fare.
"Caparezza" mi ha detto.
Adesso ho tutti e quattro gli album.
Mi piacciono molto, hanno suoni puliti, arrangiamenti evocativi, con testi felici nella forma e spessi nei contenuti.
Mi fanno sentire meno sola, come successe tempo fa, alzo il volume e canto:
"Io voglio passare ad un livello successivo,
voglio dare vita ciò che scrivo
sono paranoico ed ossessivo
fino all'abiura di me."
L'abiura di sé è un concetto bellissimo.

p.s.: Con il mio parecchio giovane amico parliamo spesso delle nostre nuove canzoni preferite. Mi piacciono molto le sue interpretazioni, per esempio, per lui "abiura" significava "avere cura": un semiologo nato.

venerdì 23 gennaio 2009

"Ma come non ti accorgi, di quanto il mondo sia meraviglioso?"


Ma il TG5 è fantastico!
Ora lo dirigono Hanna & Barbera, vero?

martedì 20 gennaio 2009

Con preghiera di diffusione

Ha giurato

lunedì 19 gennaio 2009

"Ancora sorridenti, ancora abbaianti"


Con Saturno ho conti in sospeso, cioè ne ha lui con me.
Pare sia il pianeta che mi ha accolta all'inizio del viaggio e pare abbia deciso di pedinarmi passo passo, finché non stramazzerò al suolo.
Ho sviluppato in questi anni nei suoi confronti un sentimento che credo somigli molto alla Sindrome di Stoccolma.
E ieri, che era domenica e pioveva, ci si è messo di mezzo Ozpetek.
Attenti ora: il film mi è piaciuto, ho trovato tutti molto bravi; Accorsi e la Buy persino sopportabili.
E' una storia come un'altra di gente che si ama e organizza cene e lavora e imbroglia e muore e si droga e gioca a ping pong.
Esattamente come succede a tutti noi.
Quello che ci manca di qua è il taglio lucido dell'inquadratura e la colonna sonora.
In questa Gabrille Ferri canta "Remedios".

venerdì 16 gennaio 2009

A verbale

Non è facile questa cosa di avere un blog.
Mi piace che non lo sia, ma vorrei che lo fosse.
Vorrei che tutto scorresse, come dovrebbe farlo il respiro.
Non è così.
Lo dico a favore di tutti quelli che hanno blog interessanti e aggiornati: fanno un sacco di fatica.
Sappiatelo, oh miei cinque lettori.

p.s.: il fatto di lavorare in un luogo con censure web aumenta di molto il grado di difficoltà.

giovedì 8 gennaio 2009

"Ma che problema avete?"

Qualcuno
ne scrive in modo documentato.
Quello che è rimasto a me è la domanda che il compito protagonista fa all'impassibile guardia carceraria che non dà notizie dell'amico recluso.
A dire la verità, mi è sembrata La Domanda.
Sarà che qui arrivano notizie di guerra e di ore d'aiuti umanitari e poi di guerra.
Arrivano da sempre, con intervalli sempre più brevi.

mercoledì 7 gennaio 2009

L'Allegria


Si sta come
d'inverno
sul Tevere
i battelli